Vivere con un partner anaffettivo

L’anaffettività indica una situazione in cui la persona non sente nulla a livello emotivo oppure sente le emozioni ma non riesce ad esprimere ciò che sente. Di solito, l’anaffettività si manifesta sia sul piano verbale (cioè con le parole) che su quello corporeo (per esempio con una assenza di coccole, abbracci, effusioni sentimentali).

Avere un legame sentimentale con una persona anaffettiva può risultare complesso e frustrante e può essere un problema anche per la persona stessa: la persona “anaffettiva”, infatti, potrebbe maturare sensi di colpa o di inadeguatezza verso il partner per il fatto di non riuscire a dare voce al proprio mondo emotivo mentre al partner può creare una condizione di disorientamento non riuscendo ad avere efficaci feedback su ciò che il compagno/a prova per lei/lui.

Questa difficoltà può manifestarsi solo con il compagno/a o coinvolgere vari aspetti della persona come il legame con i figli o, più genericamente, la possibilità di godersi qualsiasi momento piacevole della vita o vivere intensamente momenti difficili o eventi spiacevoli e/o dolorosi.

In questo articolo non approfondirò le cause dell’anaffettività ma darò alcuni consigli su come poter affrontare la situazione.

Consigli per gestire una relazione con un partner anaffettivo

1. Credere in se stessi

Avere una relazione con una persona anaffettiva può creare vissuti di solitudine e di forte e costante dubbio su ciò che il/la partner prova veramente. Quindi è importante, se si decide di affrontare questo problema, che i dubbi per un momento vengano messi da parte e che si provi ad affrontare la questione con il/la partner cercando di pensare che la mancata espressione emotiva non è dovuta al fatto che “non ci ama abbastanza” ma è data da una reale difficoltà della persona. Bisogna quindi tornare a credere in se stessi e provare a pensare che soddisfare i propri bisogni emotivi è legittimo!

2. Non giustificare il comportamento del partner

Bisogna anche smettere di giustificare costantemente il/la partner per questa sua mancata espressione schermandosi dietro la convinzione che “sia fatto/a così e non ci sia nulla da fare” e cercare di tenere a bada la paura di scoprire, approfondendo la questione, che il/la partner non ci ama più.

3. Verificare la consapevolezza del problema di anaffettività da parte del partner

Inizialmente occorre verificare se il/la partner anaffettivo si rende conto di questa difficoltà e della sofferenza che da essa si può generare oppure, al contrario, se pensa che vada tutto bene così.

4. Migliorare la comunicazione con il partner anaffettivo

La modalità con cui si può iniziare a comunicare con il partner su questi aspetti è quella razionale, ovvero ragionando con lui/lei in quanto non è possibile avere una via di accesso diretta al suo mondo emotivo. Dobbiamo aspettarci anche che la persona anaffettiva faccia anche fatica ad empatizzare con i nostri sentimenti perché non sentendo emozioni non riesce facilmente a mettersi nei panni di chi le prova.

Per iniziare a smuovere qualcosa di positivo consiglio di partire dal potenziare la comunicazione di coppia “in generale”. Bisogna quindi ricominciare a dialogare, parlare di più, tornare a raccontarsi a vicenda. Se non si sa come fare ci si può avvalere di alcuni “giochi comunicativi di coppia” o di “libri con esercizi per la comunicazione di coppia” che si possono facilmente acquistare sul web a prezzi molto bassi.

5. Coinvolgere il partner anaffettivo in una maggiore consapevolezza di sé

Se il/la partner fosse disponibile sarebbe molto utile coinvolgerlo in qualche attività utile a sviluppare una maggior consapevolezza di se stesso come possono essere i corsi di respirazione o di meditazione o di mindfulness (che, come primo approccio, potrebbero andare bene anche se fatti on line e non necessariamente in presenza). Condividere questa esperienza insieme potrebbe potenziare l’intimità con se stessi e la complicità comunicativa di coppia.

6. Terapia di coppia

Tornando a dialogare sarà più facile, dopo un po’ di tempo in cui si sarà ripristinata questa buona abitudine, spiegare al partner come ci si sente e vedere insieme se ci può essere lo spazio per qualche seduta terapeutica (individuale o di coppia) utile per analizzare il problema a livello professionale, valutando se è possibile recuperare una parte del mondo interno che non è stato mai espresso.

E se il partner rifiuta ogni tentativo?

Se il/la partner rifiutasse completamente di farsi coinvolgere in questo tipo di esperienze di coppia occorrerà mettersi profondamente in contatto con se stessi, ascoltarsi e cercare di capire se possiamo accettare la situazione così per tutta la vita oppure se abbiamo bisogno di avere a fianco una persona più calda, empatica ed emotiva.

 

Dott.ssa Patrizia Simoni