Problemi adolescenziali: Che fare? Quando preoccuparsi? A chi chiedere aiuto?

perchÈ l’adolescenza È un periodo difficile

L’adolescenza è un periodo difficile perché verso i 12-14 anni nei ragazzi comincia un periodo di rapida trasformazione psico-fisica che ha grosse conseguenze sulla percezione che essi hanno di loro stessi. Il cambiamento può essere talmente rapido che, talvolta, i genitori possono avere la sensazione di “non riconoscere più i loro figli”. Nel periodo dell’adolescenza, i ragazzi sono chiamati ad adattarsi a questi rapidi cambiamenti psichici e fisici e, al contempo, imparare a gestire le proprie pulsioni sessuali, instaurare rapporti con i coetanei e con il gruppo, iniziare a sviluppare alcune azioni quotidiane in autonomia e fare alcune scelte per la propria vita. Tutti questi cambiamenti, che avvengono all’improvviso, possono essere molto faticosi perché richiedono un adattamento molto veloce. Prima di questo periodo, tutto era mediato dai genitori.

COSA SONO LE CRISI ADOLESCENZIALI

L’adolescente inizia così a costruire la propria identità cioè a riorganizzare il concetto di sé. Davanti agli eventi stressanti i ragazzi avranno una reazione che dipende sia dalle loro risorse interne, sia dai rapporti che hanno con i coetanei e i familiari. Ogni volta che sentono di essere inadeguati nel sostenere tutti questi obiettivi di crescita possono manifestarsi delle crisi.

COME COMPORTARSI CON IL FIGLIO ADOLESCENTE

Con i propri figli bisogna cercare, prima di tutto, di mantenere più possibile una comunicazione aperta, ascoltarli e osservare il loro comportamento evitando di diventare invadenti. Bisogna rispettare la loro privacy tenendoli “discretamente d’occhio”.
Bisogna, poi, mantenere la calma e la lucidità anche davanti alle loro esplosioni emotive, alle risposte arroganti. Bisogna considerare sano e fisiologico un certo grado di conflitto con noi (serve per crescere).
Rispettare le loro opinioni, evitando di giudicarle o deriderle. Sostenere la loro autostima.
Bisogna lasciare loro qualche libertà, fargli fare qualche esperienza di autonomia, dargli spazio.
Restare un punto di riferimento per loro a cui possono appoggiarsi ogni volta che ne sentono il bisogno.

Quali sono i problemi adolescenziali?

Di seguito elenco alcuni dei problemi adolescenziali.

PROBLEMATICHE ADOLESCENZIALI A SCUOLA: è possibile che bambini che non hanno mai dato problemi a scuola inizino, da ragazzi, a manifestare forme di disinteresse, abbiano un calo del rendimento scolastico o della capacità di concentrazione.

PROBLEMI NEL GRUPPO DI AMICI: nel caso in cui vostro figlio manifesti disagio rispetto a quest’area, è possibile che lamenti il fatto di non avere amici o di perdere facilmente le amicizie. Si senta in qualche modo isolato, escluso o vittima di prese in giro (fino ad arrivare all’estremo in cui emergono veri e propri episodi di bullismo). Un’altra modalità per esprimere disagio può essere il frequentare “cattive compagnie”. Nella sfera amicale si intrecciano anche i primi rapporti amorosi che possono essere vissuti con estrema tristezza nel caso di rottura.

PROBLEMI NEL RAPPORTO CON IL PROPRIO CORPO: può essere che vostro figlio non accetti il proprio corpo che cambia, che si veda brutto, sgradevole, grasso o che focalizzi la sua attenzione su qualche imperfezione fisica soffrendone più del dovuto. Rispetto a questo punto è molto importante fare attenzione al tema dei disturbi alimentari, soprattutto nelle ragazze, perché è questa l’età in cui tipicamente si manifestano i primi segnali dei disordini alimentari.

ADOLESCENZA PROBLEMI COMPORTAMENTALI: il modo di vivere e manifestare le proprie emozioni in questo periodo cambia. È abbastanza classico notare nei nostri figli adolescenti qualche tratto depressivo (tipico dell’età), un po’ d’ansia o una certa incapacità di gestire emozioni come la frustrazione e la rabbia (che generalmente l’adolescente “sfoga” in famiglia mostrandosi un po’ intollerante, suscettibile, scontroso). È facile negli adolescenti notare anche qualche problema di autostima perché spesso si sentono “non abbastanza….” rispetto a qualcosa o paragonandosi con qualcuno. Ovviamente è molto importante per i genitori fare attenzione agli eccessi; se lo stato depressivo si prolunga per giorni, se l’ansia e la preoccupazione non passano in fretta, se gli scoppi di rabbia divengono ingovernabili, è opportuno chiedere subito aiuto.

come capire se un adolescente vive un disagio

I primi segnali a cui possiamo presentare attenzione sono:

  • il calo del rendimento scolastico;
  • l’isolamento: prima desiderava uscire con gli amici mente ora tende a farlo meno;
  • sembra avere perso interesse per le attività che prima gli piacevano;
  • aumento forte dell’irritabilità o della rabbia;
  •  c’è il sospetto di qualche patologia: per esempio di disturbi alimentari o autolesionismo.

Quando preoccuparTI PER UN ADOLESCENTE

È importante attivarsi per chiedere un aiuto di tipo psicologico quando il disagio non è più inquadrabile come derivato da una “normale fatica di crescere” ma assume forme più importanti. Chiedete aiuto subito se vostro figlio:

  • è coinvolto in episodi di bullismo o se ha manifestato segnali di autolesionismo;
  • il disinteresse per la scuola sfocia in ripetute assenze non giustificate o se vostro figlio afferma di volere abbandonare gli studi perché potrebbe esserci dietro un problema grosso di autostima, un problema con i compagni di cui non parla o una forma depressiva;
  • (in particolare vostra figlia) riduce le quantità di cibo, perde peso in poco tempo o ha episodi di abbuffata. Stesso tempismo lo consiglio nel caso il disagio per i cambiamenti del proprio corpo si trasformi in vere e proprie “idee fisse” di inadeguatezza (per esempio fissarsi su un particolare del proprio corpo vissuto come sgradevole e farne una vera “malattia” ovvero pensarci sempre);
  • manifesta sintomi somatici che vi sembrano legati all’emotività, che non hanno giustificazione medica e che gli condizionano la vita. Per esempio episodi di svenimento, dissenteria, vomito che lo costringono a varie assenze scolastiche;
  • non esce, non ha amici, si isola perché a questa età i coetanei sono necessari per uno sviluppo sano. Quindi anche se occupa tutto il suo tempo al computer, al tablet o al cellulare al posto di trascorrerlo con i coetanei (perché potrebbe essere una forma di fuga dalla realtà che sottende il rischio della dipendenza da video). Al contempo, chiedete aiuto se diventa improvvisamente ribelle e se inizia a frequentare persone a vostro avviso “poco raccomandabili”. Ovviamente chiedete subito aiuto se scoprite che fa uso di sostanze stupefacenti o se attua comportamenti che mettono a rischio la sua incolumità;
  • vi sembra enormemente in difficoltà nella gestione del suo mondo emotivo. Se i momenti depressivi si prolungano nel tempo, se ha preoccupazioni per cui non sembra rassicurabile, se le esplosioni di rabbia sono frequenti ed esagerate. Ovviamente chiedete aiuto se si manifestano problemi psichici conclamati come gli attacchi di panico o un disturbo alimentare;
  • nega problemi e difficoltà che a voi appaiono evidenti;
  • chiedete aiuto anche per voi: se la preoccupazione per ciò che accade a vostro figlio è molto forte chiedete una consulenza psicologica. Mi è capitato spesso di ricevere genitori preoccupati per figli che stavano avendo uno sviluppo del tutto normale. Per questi genitori è stato molto importante sentirsi dire questo da un professionista!

Nota: è possibile che i vostri figli non abbiano alcuna voglia di recarsi da uno psicologo ma che voi lo riconosciate in alcuni dei punti descritti sopra. In questo caso andate voi a parlare con il professionista che saprà aiutarvi anche se vostro figlio non è presente.

problemi adolescenziali: A CHI RIVOLGERSI PER UN AIUTO PSICOLOGICO

I percorsi psicologici rivolti agli adolescenti, fatto salvo per i casi in cui ci sono problemi conclamati, si caratterizzano per cercare di essere più brevi possibile. In genere sono consulenze piuttosto centrate sul tema che crea disagio.

  • Spesso negli Istituti Scolastici viene messo a disposizione per alcune ore uno psicologo per una prima valutazione della situazione. In questo caso bisogna rivolgersi ai vari Istituti per ottenere questo tipo di informazione.
  • Stessa cosa viene fatta dai consultori giovani che sono presenti in tutte le città. In questo link potrai trovare una mappa dei consultori familiari e giovanili presenti in Romagna.
  • Un’alternativa è rivolgersi a psicologi e psicoterapeuti liberi professionisti che abbiano un’esperienza nel campo del disagio adolescenziale (questo dato è piuttosto facile da ottenere leggendo le esperienze del professionista nel suo sito web). Vi segnalo due video che mi piacciono e che penso possano essere interessanti per genitori con figli di ogni età: VIDEO NUMERO 8 E VIDEO NUMERO 9 della pagina “video di interesse psicologico” della sezione approfondimenti (presente in questo sito web). Vi consiglio di leggere il libro “Mio figlio è normale?” di Stefania Andreoli.

L. Regoliosi “La prevenzione del disagio giovanile”. 2010 – Carocci
B.Zani, E.Cicognani “Le vie del benessere. Eventi di vita e strategie di coping” 2008 – Carocci

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