Problemi adolescenziali: Che fare? Quando preoccuparsi? A chi chiedere aiuto?

Verso i 12-14 anni nei ragazzi comincia un periodo di rapida trasformazione psico-fisica che ha grosse conseguenze sulla percezione che essi hanno di se stessi. Il cambiamento può essere talmente rapido che, talvolta, i genitori possono avere la sensazione di “non riconoscere più i loro figli”. In questo periodo i ragazzi sono chiamati, quindi, ad adattarsi a questi rapidi cambiamenti psichici e fisici ma non solo perché essi devono, al contempo, imparare a gestire le proprie pulsioni sessuali, instaurare rapporti con i coetanei e con il gruppo, iniziare a sviluppare alcune azioni quotidiane in autonomia e fare alcune scelte per la propria vita. Prima di questo periodo, infatti, tutto era mediato dai genitori.

L’obiettivo finale da conquistare è la costruzione della propria identità (la riorganizzazione del concetto di sé) e tutto questo può non essere facile per alcuni di loro. Davanti agli eventi stressanti i ragazzi avranno una reazione che dipende sia dalle loro risorse interne, sia dai rapporti che hanno con i coetanei e i familiari.

Se questo transito risulta particolarmente complesso e difficile ci sono alcune sfere della loro vita in cui è possibile che si manifesti qualche forma di disagio.

A SCUOLA: è possibile che bambini che non hanno mai dato problemi a scuola inizino, da ragazzi, a manifestare forme di disinteresse, abbiano un calo del rendimento scolastico o della capacità di concentrazione.

NEL GRUPPO DI AMICI: nel caso in cui vostro figlio manifesti disagio rispetto a quest’area è possibile che lamenti il fatto di non avere amici o di perdere facilmente le amicizie. Si senta in qualche modo isolato, escluso o vittima di prese in giro (fino ad arrivare all’estremo in cui emergono veri e propri episodi di bullismo). Un altra modalità per esprimere disagio può essere il frequentare “cattive compagnie”. Nella sfera amicale si intrecciano anche i primi rapporti amorosi che possono essere vissuti con estrema tristezza nel caso di rottura.

NEL RAPPORTO CON IL PROPRIO CORPO: può essere che vostro figlio non accetti il proprio corpo che cambia, che si veda brutto, sgradevole, grasso o che focalizzi la sua attenzione su qualche imperfezione fisica soffrendone più del dovuto. Rispetto a questo punto è molto importante fare attenzione al tema dei disturbi alimentari, soprattutto nelle ragazze, perché è questa l’età in cui tipicamente si manifestano i primi segnali dei disordini alimentari.

NEL MONDO EMOTIVO: il modo di vivere e manifestare le proprie emozioni in questo periodo cambia. E’ abbastanza classico notare nei nostri figli adolescenti qualche tratto depressivo (tipico dell’età), un po’ d’ansia o una certa incapacità di gestire emozioni come la frustrazione e la rabbia (che generalmente l’adolescente “sfoga” in famiglia mostrandosi un po’ intollerante, suscettibile, scontroso). E’ facile negli adolescenti notare anche qualche problema di autostima perché spesso si sentono “non abbastanza….” rispetto a qualcosa o paragonandosi con qualcuno. Ovviamente è molto importante per i genitori fare attenzione agli eccessi: se lo stato depressivo si prolunga per giorni, se l’ansia e la preoccupazione non passano in fretta, se gli scoppi di rabbia divengono ingovernabili, è opportuno chiedere subito aiuto.

Quando preoccuparsi? Quando chiedere aiuto?

E’ importante attivarsi per chiedere un aiuto di tipo psicologico quando il disagio non è più inquadrabile come derivato da una “normale fatica di crescere” ma assume forme più importanti:

  • chiedete aiuto subito se vostro figlio è coinvolto in episodi di bullismo o se ha manifestato segnali di autolesionismo;
  • chiedete aiuto subito se il disinteresse per la scuola sfocia in ripetute assenze non giustificate o se vostro figlio afferma di volere abbandonare gli studi perché potrebbe esserci dietro un problema grosso di autostima, un problema con i compagni di cui non parla o una forma depressiva;
  • chiedete aiuto subito se vostro figlio (in particolare vostra figlia) riduce le quantità di cibo, perde peso in poco tempo o ha episodi di abbuffata. Stesso tempismo lo consiglio nel caso il disagio per i cambiamenti del proprio corpo si trasformi in vere e proprie “idee fisse” di inadeguatezza (per esempio fissarsi su un particolare del proprio corpo vissuto come sgradevole e farne una vera “malattia” ovvero pensarci sempre);
  • chiedete aiuto se manifesta sintomi somatici che vi sembrano legati all’emotività, che non hanno giustificazione medica e che gli condizionano la vita (per esempio episodi di svenimento, dissenteria, vomito che lo costringono a varie assenze scolastiche);
  • chiedete aiuto se vostro figlio non esce, non ha amici, si isola perché a questa età i coetanei sono necessari per uno sviluppo sano. Quindi anche se occupa tutto il suo tempo al computer, al tablet o al cellulare al posto di trascorrerlo con i coetanei (perché potrebbe essere una forma di fuga dalla realtà che sottende il rischio della dipendenza da video). Al contempo, chiedete aiuto se diventa improvvisamente ribelle e se inizia a frequentare persone a vostro avviso “poco raccomandabili”. Ovviamente chiedete subito aiuto se scoprite che fa uso di sostanze stupefacenti o se attua comportamenti che mettono a rischio la sua incolumità;
  • chiedete aiuto se vi sembra enormemente in difficoltà nella gestione del suo mondo emotivo: se i momenti depressivi si prolungano nel tempo, se ha preoccupazioni per cui non sembra rassicurabile, se le esplosioni di rabbia sono frequenti ed esagerate. Ovviamente chiedete aiuto se si manifestano problemi psichici conclamati come gli attacchi di panico o un disturbo alimentare (un approfondimento dei vari sintomi è possibile anche da questo sito web nelle sezioni dedicate ai vari disturbi);
  • chiedete aiuto se nega problemi e difficoltà che a voi appaiono evidenti;
  • chiedete aiuto anche per voi: se la preoccupazione per ciò che accade a vostro figlio è molto forte chiedete una consulenza psicologica. Mi è capitato spesso, infatti, di ricevere genitori preoccupati per figli che stavano avendo uno sviluppo del tutto normale. Per questi genitori è stato molto importante sentirsi dire questo da un professionista!

Nota: è possibile che i vostri figli non abbiano alcuna voglia di recarsi da uno psicologo ma che voi lo riconosciate in alcuni dei punti descritti sopra. In questo caso andate voi a parlare con il professionista che saprà aiutarvi anche se vostro figlio non è presente.

A chi chiedere aiuto?

I percorsi rivolti agli adolescenti, fatto salvo per i casi in cui ci sono problemi conclamati, si caratterizzano per cerare di essere più brevi possibile. In genere sono consulenze piuttosto centrate sul tema che crea disagio.

  1. Spesso negli Istituti Scolastici viene messo a disposizione per alcune ore uno psicologo per una prima valutazione della situazione. In questo caso bisogna rivolgersi ai vari Istituti per ottenere questo tipo di informazione.
  2. Stessa cosa viene fatta dai consultori giovani che sono presenti in tutte le città. In questo link potrai trovare una mappa dei consultori familiari e giovanili presenti in Romagna. https://www.auslromagna.it/luoghi/consultori/consultorio-spazio-giovani
  3. Una alternativa è rivolgersi a psicologi e psicoterapeuti liberi professionisti che abbiano un’esperienza nel campo del disagio adolescenziale (questo dato è piuttosto facile da ottenere leggendo le esperienze del professionista nel suo sito web); Vi segnalo due video che mi piacciono e che penso possano essere interessanti per genitori con figli di ogni età: VIDEO NUMERO 8 E VIDEO NUMERO 9 della pagina “video di interesse psicologico” della sezione approfondimenti (presente in questo sito web).

L. Regoliosi “La prevenzione del disagio giovanile”. 2010 – Carocci
B.Zani, E.Cicognani “Le vie del benessere. Eventi di vita e strategie di coping” 2008 – Carocci

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