Disturbi depressivi e lutto: sintomi, terapia e consigli

Di depressione si parla spesso nel quotidiano. Con questo termine siamo abituati a definire quei momenti in cui ci sentiamo tristi, giù di corda, poco reattivi, propensi al pianto o a non sentirci in gradi di reagire immediatamente alle situazioni. Per fare chiarezza occorre sottolineare che la depressione può diventare una malattia, che non solo può essere molto grave ma è anche molto diffusa. Il “Quotidianosanità” riportando i dati dell’OMS afferma che la depressione è aumentata quasi del 20 % negli ultimi 10 anni e che ne soffrono 322 milioni di persone nel mondo. E’ un fenomeno talmente preoccupante che l’OMS ha deciso, nell’anno 2017, di dedicare la giornata mondiale della salute proprio a questa patologia.

Il DSM-5 include fra i disturbi depressivi il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente (nei bambini), il disturbo depressivo maggiore, il disturbo depressivo persistente (distimia), il disturbo disforico premestruale, il disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci, il disturbo depressivo dovuto a una condizione medica. Approfondiamo qui il disturbo depressivo maggiore e il disturbo depressivo persistente.

DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE

Vi è un cambiamento nella persona a favore di un peggioramento dell’umore e della perdita di interesse o piacere rispetto a ciò che prima lo creava.

COME ACCORGERSI di avere il disturbo depressivo maggiore?

Per un periodo di almeno 2 settimane la persona cambia e sviluppa umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni e perdita di interesse o piacere per le attività della vita quotidiana in associazione ad alcuni di questi segnali (non è detto che siano presenti tutti): un cambiamento di peso (aumento o perdita di peso), cambiamento nel sonno (insonnia o ipersonnia), agitazione o rallentamento psicomotorio, mancanza di energia, sentimenti di svalutazione o colpa, ridotta capacità di pensare o concentrarsi, indecisione, pensieri ricorrenti di morte.

DISTURBO DEPRESSIVO PERSISTENTE

Vi è umore depresso per la maggior parte del giorno per almeno 2 anni.

COME ACCORGERSI di avere il disturbo depressivo persistente?

Da 2 anni, per la maggior parte dei giorni, vi è umore depresso e alcuni dei seguenti sintomi: scarso o eccessivo appetito, insonnia o ipersonnia, scarsa energia, bassa autostima, difficoltà di concentrazione, difficoltà nel prendere decisioni, sentimenti di disperazione.

COME POSSO AIUTARTI se hai un disturbo depressivo?

Nei disturbi depressivi è molto importante fare una valutazione rispetto alla gravità perché una delle possibili conseguenze è che la persona tenti di mettere fine alla propria vita. Per questo, nei casi più gravi, è bene ricorrere anche ad una terapia farmacologica. E’ bene agire tempestivamente perché i disturbi depressivi possono creare una forte compromissione della vita della persona.

In psicoterapia è fondamentale creare uno spazio in cui il dolore viene accolto e accettato. Indurre, infatti, la persona depressa ad una “reazione” può essere controproducente perché può aumentare i sentimenti di disistima, di auto svalutazione (“non ce la faccio”), di impotenza che la depressione porta con sé. Il terapeuta prende la persona per mano e, passo dopo passo, la conduce ad una esplorazione dei suoi vissuti depressivi. Le tecniche corporee aiutano a entrare in profondità in questa esplorazione proprio perché, in caso di depressione, il corpo è sempre investito di un cambiamento (il corpo mostra la depressione). Si lavora, inoltre, sulle ruminazioni arginando il fatto che la persona pensi e ripensi sempre alle stesse cose creandosi forte sofferenza, sulle sensazioni e la sensorialità per ritrovare una strada per il “piacere”, sui vissuti di auto svalutazione e di colpa rinforzando la capacità critica e l’esame di realtà che spesso è compromesso (spesso le persone si incolpano per piccole cose del passato). Si riflette sulle convinzioni che la persona ha su se stesso e sul mondo per renderle più funzionali ad uno stato di benessere. Si lavora sulle interazioni sociali perché spesso, chi soffre di depressione, tende ad isolarsi dagli altri e dal mondo.

CONSIGLI se hai un disturbo depressivo

Il consiglio principale per chi sospetta di avere questo problema (o che ne sia affetto uno dei suoi cari) è quello di chiedere aiuto immediatamente. La depressione non è tristezza, malinconia….è un grave disturbo che può portare al suicidio per cui non è mai da sottovalutare, anche se si manifesta in modo lieve. Anche la campagna di sensibilizzazione dell’OMS “Parliamo di depressione” punta all’obiettivo di spingere chi soffre di depressione a parlarne perchè è il primo passo per affrontare il problema.

Ti consiglio di visionare i video NUMERO 4NUMERO 5 presenti nella pagina “video di interesse psicologico” (sezione approfondimenti di questo sito.

IL DOLORE DA LUTTO

Nel lutto (inteso come perdita di una persona cara, perdita del lavoro o delle finanze, perdite derivate da un disastro naturale o una grave patologia medica) vi può essere tristezza, ruminazione sulla perdita subita, insonnia, scarso appetito. Questa condizione, però, è qualcosa di differente dai disturbi depressivi. Nel lutto, a differenza dell’episodio depressivo maggiore, prevalgono i sentimenti di vuoto e perdita mentre nell’episodio depressivo prevale umore depresso e incapacità di provare felicità o piacere. Nel lutto i sentimenti depressivi tendono ad essere associati a ricordi della persona scompara mentre nel disturbo depressivo vi sono pensieri autocritici o pessimistici. Nel lutto l’autostima è preservata mentre nel disturbo depressivo vi è auto svalutazione di se stessi, vi sono sentimenti di inutilità, di essere immeritevoli della vita, di essere incapaci di far fronte al dolore della depressione, di impotenza.

 

American Psychiatric Association. DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. 2014 – Raffaello Cortina.
Quotidianosanità.it (Quotidiano online d’informazione sanitaria) -24 febbraio 2017 – QS Edizioni srl

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