La dipendenza sessuale

(sex addiction – cyper porn addiction – cyber sex addiction)

Di cosa si tratta?

È una problematica diffusa ma non facilmente riconoscibile. Denota una relazione malata con il sesso che si trasforma in una attività sfrenata, caratterizzata da un incontrollabile aumento del desiderio sessuale che deve essere soddisfatto ad ogni costo. La persona ha la sensazione di non potere controllare il suo impulso a fare sesso quando esso si presenta. È considerabile una malattia in quando una parte essenziale dell’essere sani è l’essere radicati nella realtà ed invece, chi vive questa dipendenza, distorce la realtà.

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di individui è incappato nella dipendenza da cyber-porn che consente di mantenere l’anonimato e fa sprofondare in modo molto più facile nella dipendenza. La cyber porn addiction è una ricerca compulsiva di appagamento sessuale tramite la fruizione di materiale pornografico online. Ha la caratteristica di essere consumata in silenzio e solitudine ma è molto subdola perché può arrivare a minare i rapporti di coppia e la capacità della persona di avere relazioni sane e vivere nella realtà.
Nella cyber sex addiction, invece, la persona diventa dipendente dalle attività sessuali che può svolgere su internet (come le chat erotiche o le webcam erotiche). Essa nasconde la sua insidia nel fatto di annullare l’ansia da prestazione insita in un rapporto reale garantendo anonimato e facile evasione dalla vita reale.
Nella rete si crea un mondo dove il piacere fisico prende il posto della gratificazione emotiva e dell’intimità.  Può comportare una diminuzione del desiderio verso il partner o l’incapacità di portare a compimento un rapporto sessuale nella realtà.

 

I segnali che ci rivelano che può esserci il problema

Il pioniere nello studio e nella diagnosi della dipendenza sessuale è Patrick Carnes. Egli afferma che questa relazione malata con il sesso diviene il bisogno fondamentale della persona rispetto al quale tutto il resto è sacrificato, comprese le persone e gli affetti. La maggior parte della giornata ruota intorno al sesso o alla pianificazione di quando si potrà fare sesso o al pensiero relativo alle fantasie sessuali. Cibo, sonno, lavoro ecc….vengono in secondo piano.

Un punto centrale da comprendere è che non è tanto determinante la frequenza dei rapporti che la persona ha o desidera avere ma è determinante il fatto che la persona abbia perso la capacità di controllare e gestire il proprio impulsi sessuali. Nonostante la persona più volte si sia detta che deve “smettere” non riesce, in realtà, a farlo realmente (raccontando poi a sé stesso una serie di scuse).

Alcune delle scuse che i dipendenti sessuali frequentemente usano per autorizzarsi a certi comportamenti sono:

  • quello che il mio partner non sa non può fare male a nessuno;
  • con lo stress che sto provando me lo merito…;
  • a nessuno importa veramente di me….;
  • è il mio modo di rilassarmi;
  • non potevo evitare visto come si comportava……(in realtà loro non riescono a “dire di no” );
  • mi fermerò “dopo quest’ultima volta…..”.

Altra caratteristica centrale è la forte preoccupazione di essere scoperti.

La dipendenza sessuale può andare dalla masturbazione compulsiva (con o senza uso di materiale pornografico) al ricorso alla prostituzione, al sesso con sconosciuti a vere e proprie manifestazioni di esibizionismo, voyerismo e molestie sessuali.

Un segnale che può captare il partner è cominciare a sentirsi vittima della sessualità dell’altra persona.

 

Il mondo interno dei dipendenti sessuali

Nonostante possano apparire socievoli e carini il mondo interno dei dipendenti sessuale è caratterizzato da un isolamento emotivo dagli altri e da:

  • immagine di sé come persone cattive e senza valore. Predominano sentimenti di inadeguatezza e fallimento, sentimenti di disistima verso se stessi. Si creano una maschera per nascondere il loro senso di inadeguatezza;
  • convinzione che nessuno li ami per quello che sono. Credono che se le persone venissero a sapere quello che sono veramente verrebbero abbandonati;
  • pensano che i loro bisogni non verranno mai soddisfatti se devono dipendere dagli altri. Si sentono non voluti, non amati, non hanno fiducia nell’affetto degli altri. Non esprimono i loro bisogni perché temono di essere rifiutati;
  • pensano che il sesso sia il loro bisogno più importante ma in realtà confondono il prendersi cura e l’affetto con il sesso. Essi sessualizzano supporto, affetto, amore, affermazione. Fare sesso, però, non soddisfa mail il bisogno di amore e cure che realmente hanno e così si crea un circolo vizioso che li spinge a continuare a cercare altro sesso;
  • l’ossessione sessuale pervade lo stile di vita e il comportamento. Bugie, inganni e alibi vengono usati per coprire il comportamento sessuale di ricerca continua di rapporti.

Perché si instaura questa dipendenza?

Come tutte le dipendenze anche questa ha lo scopo di alleviare lo stress e fuggire da sentimenti negativi o dolorosi. Il dipendete rilascia tensione ed ansia e riduce lo stress con il comportamento sessuale. E, come tutti i dipendenti, negano a loro stessi di avere un problema.

Le conseguenze….

…subito dopo il comportamento…

Una volta messo in atto il comportamento sessuale compulsivo  i dipendenti si sentono dei falliti, impotenti, confermano a loro stessi di non valere nulla. Restano insoddisfatti e disperati., vergognosi di se stessi. Vivono nella paura di essere scoperti. Nel caso della cyber porn addiction subentra la repulsione per gli stimoli pornografici (finché dopo qualche tempo la compulsione prende di nuovo il sopravvento).

…A lungo termine…

Come conseguenza le persone tendono ad isolarsi, ad allontanarsi sempre di più dagli amici, dalla famiglia dal lavoro e tendono a costruire una “doppia vita”. Possono capire che si stanno mettendo in pericolo ma l’impulso è troppo forte. Possono danneggiarsi a livello fisico, economico, sociale, cognitivo ed emotivo e, nonostante questo, non trovare le forze per uscire dal loro circolo vizioso. Possono arrivare a sfruttare gli altri.

 

Cosa si può fare per uscirne

Per uscirne il dipendente deve dimostrare a se stesso di potere vivere senza sesso per cui un periodo di astinenza può essere positivo. Deve potere sentire che può essere in grado di gestire l’impulso che lo spinge alla ricerca della sessualità e in terapia si interviene abbassando l’ansia che l’impulso porta con sé quando si manifesta. In più occorre capire quali sono le situazioni interne ed esterne che favoriscono il manifestarsi del comportamento per imparare a starne lontani riorganizzando il proprio stile di vita.

 

Dott.ssa Patrizia Simoni

Cesare Guerreschi “La dipendenza sessuale” .2011 – Edizioni San Paolo