Eiaculazione ritardata: 10 consigli per lui e per lei

Che cos’è l’eiaculazione ritardata?

Parliamo di eiaculazione ritardata quando l’uomo, dopo avere sentito il desiderio, avere avuto l’erezione e averla mantenuta nel tempo (non riscontrando particolari problemi in questa fase iniziale), non riesce ad arrivare ad eiaculare, se non dopo molto tempo. Spesso questo tempo viene vissuto dalla persona come “troppo lungo”. L’eiaculazione tardiva è, quindi, un disturbo dell’orgasmo.

Possibili cause del ritardo eiaculatorio

Questo problema può essere legato a problematiche fisiche o a farmaci che si assumono (in questo caso è bene fare una visita andrologica). Può essere, però, legato solo a fattori psicologici o relazionali.

Questa difficoltà nell’orgasmo può non accadere sempre. Se accade solo in situazioni specifiche le cause vanno ricercate proprio in esse e spesso hanno a che fare con una forte ansia ad esse legata (come può essere, per esempio, l’ansia legata ad una situazione particolare che vive la coppia o a un luogo preciso in cui si fa sesso). Stessa cosa se accade solo (o quasi solo) in momenti specifici della vostra vita: se la vostra vita sessuale è sempre andata bene e state vivendo un momento depressivo o di forte stress o una crisi di coppia, è possibile che la difficoltà sia semplicemente un sintomo legato a questi problemi. In questo caso è meglio cercare di risolvere o migliorare prioritariamente la causa scatenante.

10 consigli per lui e per lei nel caso si viva questo disagio

  1. evitare di pensare che sia la persona con cui facciamo sesso che non ci eccita più, che non ci piace abbastanza. Questo sintomo, di solito, è legato a tutt’altro;
  2. Se il/la partner teme di non essere più abbastanza eccitante è bene rassicurarla/lo che la difficoltà che si vive non è legata a questo aspetto;
  3. comunicare con il/la partner, dire tutto ciò che si desidera per arrivare al piacere e per evitare fastidio. Se ci si stanca perché il rapporto sta diventando troppo lungo bisogna saperlo comunicare per poi cercare di passare a fare altro. Se si pensa di potere arrivare all’orgasmo attraverso particolari pratiche (esempio masturbazione) bisogna dirlo serenamente al/alla partner;
  4. puntare tutto sulla libertà nel corso del rapporto sessuale in modo da arrivare all’orgasmo con qualsiasi stimolazione sia gradita. Mantenere la mente aperta ed evitare di cadere nella trappola del pregiudizio per cui il rapporto “va bene” solo se si arriva all’orgasmo attraverso il coito vaginale. Lasciarsi la libertà reciproca di raggiungere il piacere anche attraverso la masturbazione, il sesso orale o anale. Se si riesce a raggiungere il piacere nella maggior parte dei rapporti significa che “va tutto bene”;
  5. lasciare libero sfogo alle fantasie: cercare di non censurare le fantasie che spontaneamente arrivano nella mente. Spaziare con la fantasia non significa “essere dei pervertiti”;
  6. nella vita praticare il “lasciarsi andare”, la flessibilità, cercare di abbandonare le rigidità e l’iper-controllo. Questo problema tende ad essere legato a persone che hanno queste caratteristiche di personalità. La sessualità è una spia del nostro funzionamento. Se la spia si accende forse dovremmo pensare di smussare qualche angolo per potere stare meglio nella vita. Da questo punto di vista questo problema può essere un’occasione per migliorare sotto altri aspetti;
  7. se ci sono paure legate alla gravidanza bisogna poterne parlare con il/la partner e valutare il fatto di avvalersi di un contraccettivo;
  8. se ci si sente particolarmente stressati, depressi o ansiosi è bene rivolgersi ad uno specialista per avere un parere professionale sulla gravità dei sintomi;
  9. considerare che con il passare degli anni le tempistiche eiaculatorie possono allungarsi (per cui è bene non paragonarsi con “il se stesso di 20 anni prima”);
  10. valutate che è bene chiedere un parere psico-sessuologico sulla situazione anche se questo problema non è vissuto con disagio in prima persona ma solamente dal/dalla partner.

 

Dott.ssa Patrizia Simoni